lunedì 29 maggio 2017 17 vostri commenti

Santi e parole

Sabato a Genova c'è stata la visita del Papa. Questo non sarà un post per inveire contro il Vaticano, anche se potrei, o sui soldi utilizzati per l'organizzazione, ma solamente per ragionare su una frase detta dal pontefice. 
Non ricordo perfettamente le parole ma era riferita agli imprenditori che dovrebbero essere i primi lavoratori, che non dovrebbero risolvere i problemi delle aziende licenziando o tagliando stipendi.
In pratica le cose che spesso vengono urlate nelle piazze da studenti o lavoratori con la differenza che vengono subito tacciati come i soliti comunisti.
Sia chiaro le parole del Papa sono importanti, ma mi domando come si possano legare con le decisioni prese, ad esempio, dai tantissimi Istituti religiosi che operano nella sanità privata dove si applicano contratti peggiorativi ai lavoratori, facendo lavorare di più a parità di salario, dove si cacciano i rappresentanti sindacali, dove si cerca di andare a togliere quei pochi diritti rimasti. 
Questo discorso il Papa lo ha tenuto all'interno dell'Ilva, nello stesso luogo dove oggi un operaio è rimasto ferito, ustioni alle mani e al volto. Le parole non possono più bastare, servono fatti, leggi a tutela e provvedimenti a sostegno del lavoro e della dignità dei lavoratori.
Altrimenti rientra tutto nel solito show.


mercoledì 24 maggio 2017 24 vostri commenti

Soluzioni 2.0

Mi spaventano le certezze di molti.
Viviamo in un'era in cui abbiamo la possibilità di comunicare in ogni momento ma spesso non diciamo niente. Di leggere qualsiasi cosa, ma se è più lunga di 5 righe ci stufiamo subito. Di documentarci ma la fatica poi ci frena. Postare in un nano secondo ciò che succede nella stanza accanto, ma quando siamo in ascensore col vicino parliamo del tempo.
Leggendo commenti in giro per il web, sui social, sotto gli articoli di giornale spesso sembra di essere circondati da persone che non hanno dubbi. Quelli che hanno una soluzione per tutto, quelli che un minuto dopo una strage, un evento drammatico, una crisi o quant'altro hanno pronta la soluzione descritta in poche righe, rigorosamente solo su internet.
Già perché poi tutta questa gente con le soluzioni in mano di solito sparisce, dimenticando totalmente il reale significato della parola partecipazione.
Preferisco avere sempre dubbi, seguire i miei valori, le mie idee e perché no anche quelle brutte e sporche ideologie che sembrano ormai colpevoli di qualunque cosa. Ma avere sempre dei dubbi e non arrivare un secondo dopo con la soluzione pronta presentata con un nickname per giocare a fare il razzista magari con un post scritto mentre si sta entrando in Chiesa. 
Tempi moderni dico, forse era meglio il Medioevo.
giovedì 11 maggio 2017 5 vostri commenti

Festival dell'Acquedotto di Genova


Fare Teatro può avere differenti scopi. Da quello più accademico a quello ludico, dal ritrovare sé stessi al rappresentare una personalità nascosta. 
Il mezzo teatrale però spesso ha funzioni sociali, di collegamento tra i territori, di valorizzazione delle periferie. In molti casi si occupa degli ultimi, di quelli che vengono dimenticati, quelle persone che nei bilanci sono solamente dei pesi da eliminare. 
Il Teatro dell'Ortica di Genova col quale collaboro da anni lavora con la psichiatria, col carcere, con la disabilità, con le donne maltrattate e i maltrattanti. 
Inoltre, da ormai nove anni organizza a partire da giugno il Festival Teatrale dell'Antico Acquedotto, con spettacoli, dibattiti e camminate che si svolgono proprio sulle vie dell'acquedotto. Un percorso pedonale lungo quasi 28 km, una meraviglia architettonica immersa nel verde.
Sette settimane di spettacoli all’aperto, conferenze, percorsi spettacolarizzati (le “stondaiate”), in luoghi dall’atmosfera magica, magari a pochi passi da casa ma spesso nascosti. 
Come al solito non ci sono certezze sui finanziamenti pubblici per eventi come questi. Tenete presente che la maggior parte degli eventi è gratis per dare a tutti la possibilità di accedervi. Per questo motivo da oggi è possibile sostenere il Festival anche con una piccola donazione andando sul sito https://www.produzionidalbasso.com/project/festival-teatrale-dell-antico-acquedotto-2017/. Una campagna crowdfunding con ricompense.
Al nono Festival dell'Antico Acquedotto parteciperanno 6 compagnie teatrali esterne (Stalker Teatro di Torino, Teatro Invito di Lecco, Beppe Casales, Mimmo Sorrentino e i Teatro dell'Argine di Bologna, Teatro Ipotesi di Pino Petruzzelli)  oltre agli artisti del Teatro dell Ortica, per un totale 14 spettacoli, 2 laboratori teatrali, 5 incontri culturali e 2 "stondaiate". Quest'anno ci sarà anche l'anteprima festival dal 15 al 19 giugno dedicata al Teatro dei bambini.
Organizzeremo anche le stondaiate. Percorsi lungo l'antico acquedotto accompagnati dalle narrazioni di Mauro Pirovano e dalla chitarra di Marco Cambri.
Le donazioni andranno a coprire le spese di gestione organizzativa e permetteranno di mantenere la maggior parte degli spettacoli gratuiti.
Capisco che in questi momenti per tutti non sia facile donare qualcosa vi sono comunque grato per aver letto tutto fino a qui. Se potete condividete.
lunedì 8 maggio 2017 27 vostri commenti

Esistono

Oltre 10 milioni di francesi hanno votato Le Pen.
Questo è un dato che dovrebbe far riflettere. Da sommare ai continui episodi di fascismo che si ripetono nel nostro paese, ieri un partigiano di 93 anni mentre stava facendo una lezione sulla resistenza ad un gruppo di ragazzi è stato "aggredito" a Varese da fascisti. Perché è di questo che stiamo parlando.
E' inutile dire che certe parole sono vecchie e sorpassate, esistono ancora. Il fascismo c'è e spesso è vicino a noi, nei posti di lavoro, sui nostri pianerottoli. La cosa più disgustosa è la rincorsa verso le posizione populiste che stanno prendendo molti partiti per accaparrarsi i voti. Il caso della "legittima difesa" è emblematico. 
La risposta per arginare i fascismi deve arrivare anche dall'Europa che deve cambiare. Smettere di essere un'unione sono di bilanci e di ragionieri ma riprendere il cammino di un'Europa politica, sociale e che dia una prospettiva di lavoro globale. 
Ho sentito dire dai sostenitori della Le Pen, anche italiani, che la gente ha scelto la vecchia strada. Ma quale sarebbe la strada nuova che propongono? I Muri da alzare? Gli stati nazionali? Tornare ad un'Europa che in 40 anni ha fatto due guerre?
Molti, troppi, dimenticano queste cose. E chi dovrebbe proporre alternative progressiste si sta appiattendo su posizioni di convenienza. 
mercoledì 26 aprile 2017 25 vostri commenti

Se vorrai...


Nella vita dovrai lottare, a prescindere dalle bandiere, dai colori e dalle ricorrenze.
Non potrai farlo da sola ma dovrai provare a coinvolgere gli altri, anche se molti continueranno a pensare solo in prima persona e ti guarderanno come un'aliena.
Dovrai ricordare, perché senza memoria non c'è futuro.
Ti scontrerai spesso con quelli che non ascoltano, ma ormai sentono solo le loro parole.
Quelli che ragionano per dogmi, che non hanno mai torto e che hanno perso di vista la quotidianità.
Io posso solo accompagnarti fino ad un certo punto; il resto, se vorrai, dovrai farlo da sola.

martedì 25 aprile 2017 9 vostri commenti

Meritiamocelo

"Mammina mia tanto cara, per l'ultima volta ti abbraccio col cuore straziato. A te sola chiedo perdono ma assicurati che il tuo figliolo muore innocente e da partigiano. Ho amato tanto questa Italia martoriata e divisa ed anche se apparentemente oggi pare di no, cado per il mio Paese. Salutami tutti gli amici e le persone care [...] Mammina abbi coraggio e soprattutto fede e quando il babbo tornerà dalla prigionia gli dirai che l'ho ricordato nell'istante supremo. Con lui trascorrerai gli ultimi anni tranquilli ed io dal Cielo pregherò per Voi ed a Voi sarò sempre vicino.
L'ultimo bacio dal tuo
Renzo"
Renzo Scognamiglio, 23 anni partigiano, fucilato senza processo il 22 marzo 1945 a Rivarolo Canavese
venerdì 14 aprile 2017 14 vostri commenti

Barriere nel cervello


A volte parliamo di esempi di civiltà, di educazione perduta, di gesti quotidiani di maleducazione, di una società allo sbando. 
Cerchiamo le colpe facendo voli pindarici sui massimi sistemi, sui politici, su chi ci governa, sull'economia che sembra muovere ogni nostra scelta di vita sbagliata.
Poi basta fare pochi metri vicino a casa ed arrivare in una piazza con dei giochi per bambini dove la Circoscrizione ha avuto l'ottima idea di installare un'altalena per disabili, fatta in maniera tale che ci si possa salire con la carrozzina. 
Succede però che spesso quell'altalena rimane inutilizzata, lasciando libero sfogo alle menti dei genitori dei bambini che potrebbero utilizzare benissimo le altre, facendoli salire sopra in otto-dieci. 
Risultato, rotta dopo pochi giorni.
Proteste sui social, indignazioni da una parte e dall'altra. Chi arriva a dire che si mettono delle barriere al contrario vietando ai "normodotati" tale altalena.
Risultato, aggiustata in pochi giorni.
Storia conclusa? Neanche per idea, d'altra parte questo paese ci ha abituato a parecchie cose. I genitori continuano a fare salire gruppi di bambini sull'altalena. 
Risulato, rotta. Giostra definitivamente ferma.
Spesso non serve fare particolari giri per trovare i cattivi maestri, sono nella stanza accanto e di sera rimboccano le coperte. 

venerdì 7 aprile 2017 21 vostri commenti

Un post inutile

Questo è uno dei tanti post inutili scritti sulla violenza che ormai ci circonda. Non parlo solo degli ultimi attacchi americani in Siria e nemmeno della vergognosa strage di bambini. Ogni giorno nel mondo si muore perché l'uomo continua a percorrere la strada della guerra, dei missili e delle armi. 
Gli ultimi fatti fanno parte di un disegno delirante a cui stiamo assistendo, in cui non si capisce chi sia contro chi. Unica costante la morte di cittadini inermi, di bambini per colpa di folli che sono al governo.
Mi spaventa molto la totale assenza di un movimento pacifista che pare ormai aver messo nel cassetto le bandiere multicolore che andavano di moda anni fa. 
Un panorama desolante quello che abbiamo attorno. Putin che continua a fare il dittatore e stringere mani ai democratici, la Gran Bretagna che è sempre più isola, Israele che esulta ogni volta che parte un missile, l'Isis che non vede l'ora di avere una risposta bellica americana, la Turchia che mette il bavaglio a chi alza la testa, l'Onu che non ha più senso, l'Unione Europea in balia del vento che tira e poi Trump che ha vinto le elezioni dicendo di non voler fare più il gendarme del mondo (neanche lui ci credeva) e poi in pochi secondi lancia 59 missili.
Ma va tutto bene.

venerdì 31 marzo 2017 6 vostri commenti

Perché ce ne sarà sempre più bisogno


...di spiriti liberi, di sguardi fieri, di teste pensanti, di no gridati ai potenti, di spiriti critici, di mode da non seguire, di linee da non tirare, di marce da fare, di diritti da difendere, di muri da abbattere, di vie da trovare, di gradini da salire, di schemi da evadere, di regole da cambiare, di mani da stringere, di cuori da far battere, di emozioni da provare, di filtri da togliere, di rami da riparare, di radici da mantenere, di occasioni da cogliere, di fogli da scrivere, di parole da difendere, di prigioni da liberare, di occhi da incrociare, di frasi da dipingere, di colori da accogliere, di favole da vivere.
lunedì 27 marzo 2017 18 vostri commenti

TemporaneaMente Presenti (è già qualcosa)


Parleremo del Tempo. Sia chiaro non quello delle conversazioni in ogni ascensore grazie al quale spesso ci togliamo dall'imbarazzo del silenzio.
Quello che passa, che scorre per ognuno di noi in maniera differente, diverso a seconda del nostro stato d'animo, del momento, della vicinanza o della lontananza di qualcuno.
Minuti che passano in maniera differente per chi ha una malattia, per chi la combatte, per chi ci convive, per chi la condivide o la affronta da solo in una camera d'albergo.
Secondi che scorrono lenti se tra quattro mura di un manicomio, fermati dalle sbarre e dall'indifferenza.
Ore che hanno un gusto particolare mentre le lancette si spostano nel cuore della notte, oppure se le guardiamo girare semplicemente alla fermata dell'autobus.
Tempo che troppo spesso buttiamo via in sciocchezze quando lo abbiamo, al quale dovremmo dare molto valore, impiegarlo con chi amiamo, con chi ci strappa un sorriso facendo cose che desideriamo.
Domani saremo in scena al Teatro della Tosse di Genova con il Gruppo Teatrale Stranità del Teatro dell'Ortica. Un gruppo formato da più di 30 persone, composto da attori, pazienti psichiatrici, educatori, cittadini e volontari. 
Il tempo scorre, ci siamo quasi.
Sintonizzate gli orologi.

lunedì 20 marzo 2017 35 vostri commenti

Sessismo di stato



Potremmo parlare per ore della pochezza di una tale immagine. Stereotipi, luoghi comuni, dicerie, razzismo e sessismo.
Sono parecchie le cose che danno fastidio in un elenco del genere. Il fatto che a metterlo in onda sia stata una televisione di Stato, ma il giudizio sarebbe stato uguale se a farlo fosse stato un privato. Che certa gente prenda uno stipendio non da poco per mandare in onda elenchi del genere. Per non parlare del fatto che purtroppo molte persone a quello cose credono davvero.
Non bastano giornate contro la violenza sulle donne, che è bene ricordare non è solo fisica.
Serve una rivoluzione culturale. 
Ma forse potrebbe non bastare. 
giovedì 16 marzo 2017 23 vostri commenti

Servizio Sanitario Negato

Ciò che sta succedendo in Liguria potrebbe essere il triste riassunto dell'attuale condizione di questo paese. 
La Regione sta mettendo in atto un programma di smantellamento del servizio sanitario pubblico, un diritto del quale godiamo dal 1978, prima c'erano le "mutue" e "casse mutue" varie. Un esempio di civiltà per molti, un carrozzone per altri.
Un sistema da migliorare certamente ma non da smantellare. Il disegno di molti governatori, tra cui Toti che scrive le leggi regionali in Lombardia per poi leggerle qui da noi, è proprio quello di limare sempre più servizi al pubblico in modo da aumentare il disagio agli utenti per aumentare il sostegno alle privatizzazioni.
Intanto bisognerebbe iniziare a dire che non è vero che privato è meglio. 
Spesso vuole dire contratti vergognosi per i dipendenti. Qui da noi ad esempio ce ne sono 28!!! Le associazioni datoriali prendono in giro i lavoratori proponendo contratti a 40 ore settimanali con aumenti di 28 euro lordi e diritti limati, come la maternità!!! 
Spesso privato significa tariffe proibitive per molti, servizi per i pochi intimi, per non parlare di personaggi a capo di ospedali che poco hanno a che fare con la missione sanitaria.
I personaggi che ora sono al governo qui in Liguria però lo avevano detto che avrebbero smantellato il sistema sanitario, il problema è che molti li hanno votati e soprattutto quelli che prima erano al loro posto hanno dato per scontato di rimanerci per sempre proponendo personaggi imbarazzanti che fanno a gara per dire cose più di destra dell'altro. 
Il risultato è questo. 
I primi a rimetterci saranno i lavoratori ritenuti esuberi o fastidi e i cittadini che dovranno subire tariffe sempre più alte.
Quando non ci sarà più allora ci ricorderemo di quanto era importante il nostro Servizio Sanitario Nazionale.
giovedì 9 marzo 2017 17 vostri commenti

Occasionali

50 anni cuoca in un asilo.
50 anni a 40 ore settimanali.
53 anni addetta alla pulizia delle stanze.
53 anni a 40 ore settimanale.
50 anni e 53 anni a 1100 euro al mese, lorde.
Occasionale. "Che offre occasione, motivo, talora anche pretesto, a qualche cosa... Che dipende da un’occasione, che nasce dalle particolari circostanze, e quindi non voluto o cercato appositamente, casuale, fortuito".
Lo dice la Treccani, non io. Lo dice la logica e anche la legge, ma spesso si gioca con le parole e allora sul sito dell'inps troviamo il neologismo lavoro accessorio. 
La realtà dei voucher è che nella maggior parte dei casi non vengono utilizzati per lavori occasionali, ma per lavori che rientrano nelle normali mansioni che potrebbe svolgere un dipendente in organico o assunto con tutte le tutele.
Voucher significa instabilità, mancanza di sicurezza, ricatto, mancanza di tutele, meno contributi.
I dati parlano chiaro nel 2014 sono stati venduti 69 milioni di voucher, nel 2015 115 milioni di voucher e nel 2016 133,8 milioni di voucher. I maggiori fruitori sono spesso le multinazionali che hanno conti tutt'altro che in rosso.
Il lavoro c'è, manca una serie legge che lo tuteli e che spinga le azienda ad assumere con sgravi a lungo termine e incentivi di diversa natura. Manca un intervento deciso sull'evasione fiscale che permetterebbe di andare ad investire invece sul lavoro e chi è in grado di fornirlo.
Aspettiamo una risposta per la data dei referendum per abolirli. La politica non può credere di avere trovato la soluzione in un pezzo di carta da cambiare dal tabacchino.

mercoledì 1 marzo 2017 13 vostri commenti

C'era una riVolta


1 marzo 1968, Valle Giulia, Roma.
Spesso mi domando dove sia finita tutta quella partecipazione che tra gli anni sessanta e settanta invadeva le piazze e le vie delle città.
Manifestazioni spontanee nate al momento, coinvolgimento di gruppi a 360 gradi nella vita delle persone, movimentismo a volte anche esagerato, assemblee interminabili dove l'esserci voleva dire esistere, dove parlare significava fare parte di qualcosa. 
Ci sono stati degli sbagli, degli errori, delle vie sbagliate prese, in alcuni casi anche troppa violenza verbale e fisica. Senza quei movimenti e quegli anni molte delle cose di cui ora godiamo non ci sarebbero. Alcuni degli interpreti si sono persi, altri sono diventati ciò che odiavano, altri ancora hanno conosciuto la clandestinità per la scelta della lotta armata, altra magari in questo momento quando vedono una manifestazioni scuotono la testa o si commuovono.
Di certo c'è che adesso non esiste più quella partecipazione, per alcuni il massimo sforzo coincide con un "mi piace" messo on line e al limite una condivisione. Prima gruppo significata un'insieme di persone che si vedevano, discutevano, si arrabbiavano anche ora per molti vuol dire solo tanti contatti su un social.
Quella che in quegli anni voleva essere un rivolta politica ha finito per essere una rivoluzione più che altro sociale. Oggi le tematiche sono ancora presenti, ma le piazze latitano così come probabilmente le coscienze.
lunedì 27 febbraio 2017 22 vostri commenti

Fermi

La morte di una persona, la scelta di morire non dovrebbe essere una questione da social network, ma un fatto privato, una decisione privata, una scelta appunto fatta nell'ambito di una legge dello Stato che dovrebbe aiutare invece di aggiungere ulteriori difficolta.
Invece come sempre qui tutto si fermerà a qualche polemica sui Facebook, con tanto di fazioni schierate e ancora una volta passerà tutto dopo pochi mesi. Qui dove esiste una legge che giace in parlamento da tre anni tra pochi giorni questa notizia sarà ancora dimenticata lasciando spazio all'argomento di turno. Questi dovrebbero essere temi da movimento di piazza, ora rientrano purtroppo nelle discussioni da commento sul web, qualche mi piace buttato qua e là e poi il silenzio. Abbiamo messo da parte la partecipazione, che costa fatica e impegno. 
Il nostro è un paese fermo per tali questioni ancora bloccato da una presenza della chiesa cattolica e da un retaggio che influisce sulla maggior parte dei politici e non solo. E' una lotta infinita quella da fare contro chi vuole vietare tutto. Ora il pensiero va a quella famiglia che oggi ha dato addio al proprio caro, dovendo superare anche questa difficoltà.
giovedì 23 febbraio 2017 22 vostri commenti

Tracce


E' ancora con noi il mangiadischi. 
Sopravvissuto a tre generazioni di vandali in formato mignon. Utilizzato da mio fratello e me, poi dai nostri cugini piccoli, dai suoi figli e molto probabilmente tra poco da mia figlia.
Quando la parola streaming non era nemmeno nei lontani nostri pensieri, ed uno dei giochi più gettonati era quello del disc jockey.
Magari mi sbaglierò ma gli oggetti sembravano avere una personalità una volta, a partire dai nomi. Senza nessuna sigla 2.0, nessuna versione, né aggiornamento ma tanto di nome e cognome. Mangia Dischi.
Il resto è tutta una storia di pressione sul tasto Espelli, testimone delle impronte digitale di innumerevoli generazioni.
martedì 21 febbraio 2017 25 vostri commenti

Ecce Pd


"No, veramente, non mi va. Ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è? Non è che alle dieci state tutti a ballare i girotondi e io sto buttato in un angolo, no? Ah no, se si balla non vengo. No, allora non vengo. Che dici, vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce. Voi mi fate: "Michele vieni di là con noi, dai", e io: "andate, andate, vi raggiungo dopo". Vengo, ci vediamo là. No, non mi va, non vengo. Eh no, sì. Ciao, arrivederci. Buonasera."

Non dedico molto tempo alle vicende del Pd, ma quello che sta succedendo nella direzione di casa Renzi ha qualcosa di cinematografico, di teatrale. Con personaggi caratteristici che lasciano intendere di voler fare le valigie per poi ripensarci all'ultimo minuto  quasi sul pianerottolo di casa. 
Non si scherza in questi casi, trattasi di alta politica. 
Manca solo la finestra e un po' di penombra poi la scena potrebbe essere la stessa, basta sostituire Michele Apicella con uno dei presenti a caso.
lunedì 20 febbraio 2017 26 vostri commenti

Aria

Mi capita spesso di riflettere sul tempo. Quello andato, vissuto, che ha lasciato in noi parecchie tracce e anche quello che vivendo diventa futuro.
Il tempo, probabilmente, è uno dei beni più preziosi in circolazione. Sono convinto che il nostro stato d'animo dipenda molto da come impieghiamo le ore, con chi stiamo, cosa facciamo e se lo vogliamo fare.
Spesso ci pensano i muscoli, irrigidendosi, a farci capire  che stiamo facendo qualcosa "per forza". Però molte volte non ci sono molte vie di fuga.
Pensate ad esempio a quante ore state con le persone alle quali volete bene, quanti sono i minuti in cui sorridete e invece quanti quelli in cui tutte le rughe della faccia comunicano uno stato d'animo stressato, nervoso o arrabbiato.
Al di là delle ore che passiamo a dormire che ci servono per poter affrontare la giornata, durante la settimana il resto va tutto nel lavoro e nella frenesia della quotidianità. Ormai la tendenza è quella di andare oltre. Sui posti di lavoro le settimane lavorative per tanti sono già a 40 ore e chi ne fa 36 presto dovrà aggiungerne. Per non parlare degli straordinari richiesti, oppure chi un orario non ce l'ha nemmeno.
Ieri passeggiando con mia figlia sotto il sole di febbraio, che spesso Genova ci regala, ho avuto la conferma di tutto ciò. La vita è altrove come dice Rimbaud, ma questa società continua a non capirlo, l'uomo stesso continua a non capirlo oramai assuefatto dai meccanismi oliati della produttività, da falsi obiettivi che vengono sventagliati davanti agli occhi.
Gli attimi in cui possiamo davvero essere ciò che sentiamo sono sempre meno, diventano respiri profondi che ci salvano da lunghi periodi di apnea.
A testa in su verso la boccata d'aria.
martedì 7 febbraio 2017 21 vostri commenti

Puzzle

Ci sono giornate, attimi, fatti che succedono, canzoni che ascoltiamo o persone che di sfuggita incontriamo che ci riportano al tempo che è passato.
Non fare il militare mi ha cambiato la vita, ma non solo quello. Fare l’università, ad esempio, il primo incontro con due occhi belli che ancora adesso guardo quando si svegliano.
Ma cosa non ci ha cambiato la vita? Ogni secondo in cui facciamo un passo andiamo a mettere un tassello nuovo nel nostro puzzle. A volte ci può piacere, altre invece vorremmo portarlo indietro e cambiarlo ma non si può, al massimo si può solamente continuare con un altro puzzle o  cercare di sistemare l’altro.
Nella vita non ci sono resi.
Niente scontrini o termini di recesso.
lunedì 6 febbraio 2017 21 vostri commenti

Una nube grigia chiamata paura

Magari hanno ragione quelli che in questo momento nei loro post e nei loro commenti esortano ad occuparci della nostra politica, dei nostri problemi.
Invece io credo che ciò che sta succedendo negli Usa interessi tutti e  sia profondamente inquietante soprattutto per il largo consenso dei provvedimenti attuati da Trump.
Democrazia? Certo democrazia, non ci sono dubbi. Sono i difetti, se vogliamo chiamarli così, di questo sistema che da la possibilità di salire al potere anche a chi poi la rinnega. Basta leggere la storia per capire che spesso le dittature si sono vestite come democrazie per poi spogliarsi di quei vestiti una volta al potere.
Dagli Stati Uniti arrivano notizie, non tutte, inquietanti. Vi invito a seguire il blog dell'amica Silvia Pareschi  che sta facendo un lavoro importantissimo dandoci la possibilità di seguire direttamente dagli States ciò che sta succedendo.
Oggi leggo di una ragazza italiana libera professionista bloccata alla dogana per ore solo per un timbro della Libia sul passaporto, costretta poi a pagare quasi 3 mila dollari per il tempo che la polizia ha dedicato ai controlli. Una nube grigia chiamata paura sta avvelenando la vita delle persone, al punto di non voler dire il cognome per paura di ritorsioni.
Decidete voi se tutto ciò non interessa anche noi. 
Il vento che soffia da parecchio tempo ormai anche in Europa è quello della paura del diverso, del disprezzo, del voler alzare muri e del non accogliere chiudendosi in casa.
Non possiamo chiudere la porta anche noi.

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